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Segni trasparenti e colorati che parlano di frammenti di storie opposte. Un frammento di un tempio di Luxor in Egitto e la porta sull'acqua di Miyajima in Giappone. Segni tagliati a laser su lastre di plexiglas trasparente colorato, colori diversi che dalla loro somma ne creano uno nuovo, lastre colorate ma trasparenti che con i loro segni ci fanno viaggiare nel tempo da una parte all'altra del mondo. Lastre poste sulle finestre all'interno del vetro camera che trasformeranno l'ambiente grazie alla luce naurale o artificiale  che il sole proietterà all'interno ombre colorate che muteranno con le ore del giorno e fuori si vedrà un mondo fatto di altri colori. Alla sera da fuori si vedrà una stanza di colori diversi grazie alle luci della stanza stessa. Un viaggio attraverso una luce trasparente.

Francesco Candeloro
Progetto realizzato da Devincenzi 1983
Presentazione dell’opera di Francesco Candeloro 

Soglie di luce del tempo
Sabato 18 settembre, dalle ore 18:20 alle 23:00

L’evento comprende il ritrovo, la visita guidata al museo e la presentazione dell’opera presso la sede dell’azienda Devincenzi 1983 e si svolgerà a gruppi di 25 persone nelle seguenti fasce orarie: 18:20-20:00; 19:20-21:00; 20:20-22:00; 21:20-23:00. Prenotazione obbligatoria. Sarà a disposizione un pullman che accompagnerà ogni gruppo partendo dal museo per la visita all’azienda.

Per informazioni su come partecipare:
0376 513513 / galleriapremio@comune.suzzara.mn.it 
0376 536184, 0376 530952 / info@devincenzi1983.itDevincenzi dal 1983 


La casa è il luogo in cui viviamo emozioni, è lo specchio che riflette la nostra creatività, i nostri valori e la nostra vita.
È per questo che quando progettiamo e realizziamo una finestra pensiamo al rapporto della luce naturale con noi stessi, al benessere che può offrire ai clienti che ci affidano la loro casa.
Il nostro compito quotidiano è quello di creare infissi e manufatti che durino nel tempo, che resistano agli agenti atmosferici e al regolare uso quotidiano.

Ci impegniamo costantemente a fornire soluzioni per la casa che rendano l’ambiente e l’habitat interno sano ed accogliente, evitando inutili e dannosi sprechi di energia.
È in questa direzione che il nostro staff progetta e propone soluzioni personalizzate nel pieno rispetto delle direttive sul risparmio energetico attraverso un percorso collaborativo con CasaClima, l’agenzia italiana che si occupa della certificazione energetica e ambientale di edifici e prodotti.

Fausto e Patrizia De Vincenzi

Tra le proposte degli artisti pervenute alla nuova configurazione del Premio Suzzara, che intende tessere nuove relazioni con gli abitanti e con il tessuto economico circostante, quella di Giancarlo Norese non si indirizza a una particolare azienda ma all’intera cittadinanza, invitando i suzzaresi tutti a una disfida gastronomica culinaria, volta alla individuazione di una nuova specialità pasticcera locale: il Dolce del Premio. 
In tempi in cui i localismi paiono esagerati e pretestuosi, questa attenzione alla territorialità aspira invece ad avere un influsso positivo sul benessere psicofisico e sulla qualità della vita e portare, perché no, a riflettere su quale potrebbe essere la nuova condizione della normalità, a ciò che siamo e a cosa potremmo diventare attraverso un mix sapiente di tradizione e innovazione, di un armonioso rapporto tra natura e cultura.

L’artista propone dunque di inventare un nuovo dolce, sagomato sulle fattezze del nuovo logo del Premio Suzzara da lui disegnato, che potrebbe diventare in futuro un “prodotto tipico”, un marchio di orgine in cui si riconosca una qualità caratteristica della comunità locale.

L’invito rivolto alla cittadinanza è di proporre una personale interpretazione di quello che potrebbe essere il Dolce del Premio, tenendo conto possibilmente di tutte quelle variabili di genuinità, salubrità ed eventuali intolleranze alimentari che dovessero manifestarsi. Unica indicazione obbligatoria: il dolce deve avere o contenere la forma di un vitello alato! 

Giancarlo Norese
Progetto realizzato dal Comune di Suzzara

Domenica 19 settembre, dalle ore 9.00
Museo Galleria del Premio Suzzara, via Don Bosco 2/a

Il Dolce del Premio

Esposizione dei dolci realizzati dalle aziende e dai cittadini – set fotografico – raccolta informazioni sul dolce (ingredienti, storie, profilo dell’autore).

L’artista propone di inventare un nuovo dolce, sagomato sulle fattezze del nuovo logo del Premio Suzzara da lui disegnato, che potrebbe diventare in futuro un “prodotto tipico”, un marchio di origine in cui si riconosca una qualità caratteristica della comunità locale. 

Unica indicazione obbligatoria: il dolce deve avere o contenere la forma di un vitello alato!
Il museo realizzerà una pubblicazione con tutta la documentazione raccolta.

 

Per informazioni su come partecipare alla realizzazione del dolce: 0376 513513
galleriapremio@comune.suzzara.mn.it

Scarica qui il modulo di adesione
Scarica qui il regolamento
Scarica qui l'immagine del vitello alato

 

 

Palafritta, 2014
Legno e foglia d'oro
160 × 160 × 160 cm

Tiziano Campi
19 settembre 2021—6 gennaio 2022

Museo Galleria del Premio Suzzara, via Don Bosco 2/a
Capitano Izim
Tiziano Campi (1953-2021)
Mostra a cura di Sauro Cardinali e Umberto Cavenago

Un omaggio all’artista recentemente scomparso, il cui titolo è un richiamo al suo spiritoso anagramma/alter ego. Una mostra rivelatrice dell’intensità delle sue opere, delicatamente destabilizzanti e intrise di sincera poesia.

Per informazioni: 0376 513513
galleriapremio@comune.suzzara.mn.it

 

Una nuova Palafritta per Suzzara
Progetto in corso di realizzazione con Bertolini Arredamenti

La stretta relazione con lo spazio è una delle costanti del lavoro di Tiziano Campi.
Nel caso specifico della Palafritta questa tensione-relazione, con lo spazio sia architettonico che naturale, vengono particolarmente esaltate.
Grazie alla sua “natura” essa ha la capacità di proporsi in soluzioni formali mai uguali a se stesse, e con cromie diverse.
Nella sua presenza plastica, è evidente il richiamo alla crescita naturale, facendo suo lo spazio che la accoglie, con una grazia mai ingombrante.
Formalmente si presenta con un asse centrale cilindrico, sempre parallelo alla linea di terra, attraversato, in più punti della sua lunghezza e con diverse angolazioni, da raggi tutti della stessa dimensione che, con un gioco di spinte e controspinte lo tengono sospeso. Ecco che subito ci troviamo a un bivio fatale della forma, che echeggia la crescita dei rami attorno al tronco di un albero, ma che grazie alla sapienza dell’artista sposta il nostro sguardo all’interno di una nuova familiarità e riconoscimento. Misterioso resta lo stupore che ci riporta nel già noto del naturale, ma ci sorprendiamo anche a registrarne un altro, ancor più misterioso e poetico.