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    Descrizione

    Cavenago ha ipotizzato in questo percorso progettuale la costruzione di un “archetipo” di masso erratico attraverso una razionalizzazione geometrica della forma casuale. Cavenago immagina il masso erratico partendo da uno dei più semplici solidi platonici: il cubo, un esaedro regolare con 6 faccie quadrate e 8 vertici. 
    "Erratico" é una scultura che deve essere movimentata non con i tempi geologici ma seguendo un piano di movimento pensato per essere percepito "in tempi umani". Il movimento e l'ostentazione della poliedricità sono gli elementi costitutivi e sostanziali  dell’opera.



    Nella costruzione della forma irregolare si parte dalla forma domestica e familiare del cubo smussando o meglio troncando i sui suoi 8 vertici con tagli irregolari che andranno a destabilizzare la forma del solido moltiplicando le facce da 6 a 14 e annullando tutti gli angoli a 90 gradi.

    Un masso che non è immobile
    Il cubo troncato con facce irregolari vuole assomigliare a un masso erratico giunto in posizione per misteriosi motivi. Diversamente da un masso erratico immobile nella pianura alluvionale, questa opera, collocata in uno spazio urbano, è movimentabile.
    Il masso erratico dovrà seguire un “piano di movimento”, una vera e propria partitura con una cadenza da definire. In questo caso il suo spostamento diventa elemento costitutivo dell’opera.
    Fondamentale è quindi il suo continuo spostamento attraverso il cambio di superficie d’appoggio.
    I sussegursi dei diversi piani o facce del poliedro determinano una nuova visione e nuova collocazione. Non esiste quindi una base o piedistallo poiché “il masso erratico” si ripropone nello scenario urbano nei suoi vari aspetti.