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  • Progetto realizzato da Sole Suzzara S.r.l.
    Autore

    Carla Della Beffa


    Mondi nascosti


    Parole Chiave


    Azienda


    Documenti
    Carla_DellaBeffa_proposta1.pdf




    Descrizione

    In un mondo dove le fabbriche tradizionali chiudono, è bello conoscere aziende capaci di creare lavoro. 
    Mondi nascosti si propone di individuare con l'azienda i temi e le attività di cui fanno parte: dalle origini (ferro, rame, gomma, petrolio) ai destinatari finali, dalle innovazioni alla pratica quotidiana, dai bisogni soddisfatti ai passaggi per arrivarci. 
    Tutto si intreccia in una trama dove ognuno ha il suo ruolo.



    Come tutte le parole chiave degne del loro nome, Energia vuole dire tante cose: forza, potenza, movimento, calore, luce. Per me, è l'energia delle persone, la velocità con cui le idee e le azioni collegano tutti, più o meno visibilmente.

    Pierangelo Dacrema, economista con il quale ho tenuto una serie di workshop e scritto un libro, ha una formula: pensiero + volontà + azione = economia. La sua teoria è che non bastano i soldi, anzi sono secondari, anche se siamo condizionati a vederli come indispensabili: quello che conta sono le idee e il lavoro, la voglia di fare. Quello che conta è lo scambio: serve un mondo, per fare le cose. Nessuno può creare qualcosa da solo o dal nulla.

    Su questo concetto di base si innestano due parole chiave secondarie: la Trasformazione si riferisce alle qualità intrinseche del lavoro, alla sua missione; mentre il Flusso sottolinea il fiume di informazioni e di azioni che ci collegano tutti in ogni direzione, e formano la rete dei rapporti: spesso nascosti ma sempre necessari per fare qualunque cosa.

    Perché anche se una persona non sa che cosa fa muovere la sua lavatrice, o da dove arrivano le immagini sul suo smartphone, anche se non vede dove e come agisce un prodotto altamente specializzato, o un nuovo modo di lavorare, ne gode i benefici. Perché chi lavora nelle miniere di rame non vede i cavi, ma mantiene la famiglia con quel lavoro, e fa girare l'economia, sostiene la società, non solo nel suo villaggio ma ovunque: tutte le azioni hanno radici profonde e rami lunghissimi, che collegano persone, città, paesi, cieli, oceani e deserti. Perché fra questi due estremi, utente finale e materia prima, ci sono sì le aziende, i produttori, quelli che trasformano, ma anche tutto quello che rende una società civile e vivibile: scuole, ospedali, strade, case, treni e tutto il resto. Città, regioni, nazioni,governi, leggi, rapporti internazionali. Pace e guerra, prosperità e povertà.

    Alla fine, si avranno Una o più foto a cui si sovrappongono liste che formano una mappatura dell'ambiente di cui si nutre e in cui agisce l'azienda, sia localmente sia sul piano internazionale.
    Il lavoro da fare insieme, io e l'azienda, è innanzitutto quello di individuare le aree di riferimento, i settori coinvolti ai vari livelli, dalle materie prime, al prodotto, all'utente finale.

    Le liste hanno il compito di svelare i rapporti nascosti, quasi un backstage: dietro a ogni cosa, ci sono segmenti di mondo, molto più numerosi, vasti e interconnessi di quanto siamo abituati a pensare. Dovremo anche decidere quale lingua utilizzare, individuando i veri destinatari del progetto.
    Le foto rappresentano il beneficio del prodotto, anche se probabilmente il prodotto non si vedrà: sono immagini di un momento, frammenti di vita. L'obiettivo è di creare emozione, rivelando allo stesso tempo alcune delle connessioni invisibili che stanno dietro a ogni azione, e alle quali anche l'azienda coinvolta ha contribuito con il suo lavoro. L'opera, in formato orizzontale, potrà anche essere ridimensionata e diventare manifesto per un'affissione  come dono alla città (ma anche per le fiere), come testimonianza del legame territorio-lavoro-arte.

    Il progetto è un sequel della serie Money Transfer, 2011-2016, nata ai tempi del governo Monti e in seguito a un soggiorno a New York, dove ho potuto vedere e riflettere su Occupy Wall Street e le tante vittime della recessione. L'obiettivo della serie era proprio di rivelare quello che non si vede, il backstage di ogni cosa che vediamo, di ogni gesto, ma anche di ogni scelta politica e finanziaria.